L'Oratorio
I Bianchi, come è
noto, hanno come protettori S.
Giovanni Battista e la Madonna delle Grazie; questa dedicazione è
quella
dell’antichissima pieve loanese di S. Maria e S. Giovanni che è citata
nel
documento di donazione dell’imperatore Carlo Magno ai Benedettini di S.
Pietro
in Varatella.
Quindi, il suo Oratorio in via Boragine, era la
chiesa dell’antico monastero delle Benedettine di S. Giovanni, che
lasciarono
Loano nel 1260 a seguito della Breve di Papa Alessandro IV del 1257.
Lo storico p. Enrico del SS. Sacramento di Loano,
nel suo libro cita testualmente: “…L’epoca della fondazione di questo
Oratorio
non si conosce, e noi abbiamo già osservato, che potrebbe essere la
Chiesa
medesima, o fondato sopra quella, che esisteva prima, che i Loanesi si
risolvessero d’innalzare il nuovo paese ad
littus maris nel 1309, che probabilmente era quella delle
Monache
Benedittine, perché fin d’allora si vede dalla Convenzione fatta con
Raffo
Doria, che ivi, o vicino a quel luogo, eravi già una Chiesa col titolo
di S.
Giovanni.”…
Da quanto sopra si desume che l’ubicazione del
Monastero delle Benedettine poteva anche essere a lato della pieve
primitiva e
non coincidere con la pieve stessa.
Intorno al 1400 si presume diventò a tutti gli
effetti l’Oratorio dei Disciplinanti Bianchi, in quanto cessò di essere
Parrocchia, infatti ne fu costruita un’altra.
Quest’ultima fu in seguito abbattuta dopo l’erezione
dell’attuale Parrocchia di San Giovanni Battista.
Nel corso dei secoli l’Oratorio subì danni dovuti a
incendi e devastazioni ma fu ricostruito ed ampliato in periodi
diversi;
inizialmente era una costruzione più piccola e più bassa di quella che
conosciamo oggi.
Il
suo aspetto attuale è dovuto ad un restauro che
comprese una sopraelevazione, il rifacimento della facciata, del tetto
(questi
in seguito più volte restaurati) e la costruzione del campanile, opera
realizzata nel 1769-70 come riportato nei registri della Confraternita.
Il campanile fu costruito secondo lo stile del 1700
ad opera di Francesco Brenta per una spesa di £ 147 e 3 soldi.
Non si può escludere l’esistenza di un campanile
precedente all’attuale, questo è ciò che si è riusciti a desumere dalla
visione
di disegni del luogo, non in possesso dell’Oratorio, risalenti al
secolo XVII.
Questo primitivo campanile poteva essere situato sul
lato verso il mare a ponente dell’attuale abside (quindi sul lato
opposto a
dove è posizionato quello attuale); in tal caso sarebbe potuto servire
come
punto di avvistamento onde prevenire eventuali attacchi nemici dal mare.
Ancora oggi dalla sacrestia inizia una ripida e
stretta scala a chiocciola racchiusa da una parete circolare che porta
al piano
superiore, data la sua conformazione
si
può presupporre che nel passato questa scala poteva essere l’inizio di
quella
che portava alla sommità del vecchio campanile.
Sullo stesso piano esiste tuttora nella parete verso
l’altare un largo incavo sormontato da una ampia volta oggi in parte
chiuso ed
utilizzato come armadio a muro, escludendo che fosse una porta, in quanto avrebbe avuto
uno sbocco a circa 3
metri di altezza sopra l’altare, poteva essere solamente una finestra
munita di
grata dalla quale le monache benedettine ascoltavano la Messa.
Dalla parte opposta esiste una stretta intercapedine
fra un muro esterno antico ed un muro interno più recente, pertanto si
deduce
che la larghezza della Chiesa nel punto in cui si trova l’altare è
stata
ristretta rispetto alla misura originale, mentre è stata ampliata in
seguito la
zona riservata ai fedeli.
Agli inizi del 1800, durante l’occupazione francese,
l’Oratorio venne usato come deposito, ma subito dopo ripresero i lavori
per
apportare migliorie all’altare maggiore e alle cappelle laterali.
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